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Lombardia, terra di commercio equo. Tutti i numeri del fair trade

Lombardia, terra di commercio equo. Tutti i numeri del fair trade

Altraeconomia – mensile di informazione indipendente
n. 201/febbraio 2018
stralcio articolo
“Lombardia, terra di commercio equo. Tutti i numeri del fair trade”
Dietro le sigle, oltre 12mila soci e 2.400 volontari. Il 68% delle realtà sono nate più di 15 anni fa
Una ricerca realizzata da Altraeconomia e commissionata dalla regione ricostruisce pezzo per pezzo il presente delle 81 organizzazioni solidali cui corrispondono 139 punti vendita. Le donne al centro, così come i diritti
Le realtà censite sono state in tutto 81 –anche se andrebbe scritto 80, poiché al primo di gennaio due realtà, la cooperativa Chico Mendes di Milano e La cooperativa Solidarietà Terzo Mondo di Brescia, si sono fuse-; un variegato insieme di esperienze molto diverse tra di loro per la storia, dimensione e risultato economico.
A queste 81 realtà corrispondono 139 punti vendita; la provincia che ne vede di più è, come prevedibile, quella di Milano, anche se andrebbe sottolineato che, per numero di abitanti, è quella di Sondrio ad avere una diffusione maggiore di botteghe.
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A guardare ancora le provincie però, torna a spiccare Sondrio con i suoi 7 punti vendita: il ricavo per abitante è attorno ai 3.64 euro, contro l’1,86 di Milano e gli 0.66 euro di Varese.
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Ancora una volta però il confronto con la popolazione provinciale restituisce un quadro differente. E ancora una volta è la provincia di Sondrio a distinguersi, con un volontario nel commercio equo ogni mille abitanti circa (per Como sono 1 ogni 1.300 abitanti, Milano1 ogni 8mila circa). È stato chiesto alle organizzazioni di ritrarre il loro volontario “tipo”.
Nonostante le ovvie peculiarità ed eccezioni, la costante è la netta preponderanza di donne, che in molti casi costituiscono oltre il 90% del “corpo volontari”. Tra i volontari si annoverano spesso volontari “storici”, che prestano la loro opera addirittura dalla nascita dell’organizzazione (vuol dire in alcuni casi da oltre 20 anni).
Infine, la ricerca ha cercato di tratteggiare l’avventore “tipo” di una bottega attraverso un questionario somministrato a un piccolo campione (1587 interviste) di clienti, direttamente in negozio. Ne è emerso un ritratto molto particolare: una preponderanza femminile, un livello di istruzione particolarmente alto, età media sostenuta. Ma soprattutto motivazioni molto chiare per la scelta: chi entra in una bottega del commercio equo e solidale lo fa perché dietro ai prodotti c’è l’impegno delle organizzazione nella tutela dei diritti, nel sud del mondo, come al nord.

 

Data

07 FEBBRAIO 2018

Informazioni

In questa sezione proponiamo tutte le notizie relative alla Cooperativa LA BOTTEGA DELLA SOLIDARIETÀ.