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Lettera don Renato Rosso - dopo Pasqua 2018

Lettera don Renato Rosso - dopo Pasqua 2018

Carissimi,
vi scrivo poche righe per il dopo Pasqua.

Sono arrivato a Dhaka dall'India da pochissimo. Negli ultimi giorni abbiamo avuto a Bhopal l'incontro nazionale della PACNI (Pastorale dei nomadi in India). Nonostante l’immagine dell’India come paese che si sta riscattando economicamente e socialmente, ci sono ancora tante ombre che soffocano quella nazione: troppi politici non si preoccupano del bene del paese, problemi delle Caste, sacche di estrema povertà, migrazioni interne e non solo; in una parola si fa ancora molta fatica e gli zingari non sono certo coloro che hanno la vita facile, ma con un po’ di ottimismo, almeno dal punto di vista delle attività svolte da coloro che collaborano con me, si può dire che il bilancio e' molto buono.

La risposta di coloro che iniziano una qualche attività con I nomadi è sempre una sorpresa.

 C'e' la novità di una suora cinquantenne piena di spezie in corpo che sta iniziando un lavoro sui diversi versanti: sociale, pastorale, scuola e salute, con una comunità zingara di Kalibilia all'estremo nord del paese. Sarà una comunità di tre suore che si occuperanno in particolare delle adolescenti, molte delle quali sono dedite alla prostituzione, non tanto come degrado sociale, ma come attività che quel gruppo esercita da tempi immemorabili (in passato accompagnavano gli eserciti anche come cantanti e danzatrici).

Un'altra comunità di tre suore sta iniziando in una regione che, se Dante Alighieri l'avesse visitata, avrebbe creato il decimo girone dell’inferno, solo per quella regione forestale. Altro che il fiume Stige! Là c'e' di tutto: povertà, la dura vita della foresta, malattie a scelta ecc.

 La zanzara Phalciparum svolazza all'ingresso, poi mentre i visitatori si riposano arrivano, quelle della Denghi e tutto il resto.

Ci sono poi gli animali dello zoo, ma da quelli ci si difende meglio perché si vedono e si sentono da lontano.

I nomadi della regione fino a poco fa erano esclusivamente escursionisti della foresta con caccia e pesca. Ora, cosa e' saltato loro in mente non si sa, ma hanno voluto "stanziarsi" molto relativamente in una regione abbastanza vicino a una strada già asfaltata (a circa 100 chilometri). Questi fratelli, che sono un tutt’uno con la foresta, si fermano pochi giorni e poi ripartono. Qualche anziano rimane e alcuni bambini iniziano a frequentare una specie di scuola almeno qualche mese all’anno.

 Se poi presso questi gruppi nascerà dell’interesse per la scuola stessa, si potrà pensare a degli insegnanti mobili che li accompagnino nei loro spostamenti in foresta. 

 Queste suore che avevo incontrato qualche anno fa, ma poi persi di vista, pretendono di lavorare in quel posto.

Nonostante molte domande non sono riuscito a capire come la loro Madre abbia avuto il coraggio di pensare una cosa di quel genere e bisogna concludere che lo Spirito Santo soffia dove vuole. 

Un'altra bella notizia che ha rallegrato la mia deformazione professionale di prete e' che le due comunità di Banjiara (i più zingari dell'India), che sono state battezzate dopo un lungo lavoro di un prete francese, un catechista indiano e due altri preti locali, non sono di 500 -400 cristiani come avevo inteso negli ultimi anni, ma il numero si riferiva alle famiglie e quindi sono circa 3000- 2000 battezzati.

Continua ad essere vero che in India la vita per I cristiani e’ sempre difficile e sfida ancora più grande e’ rischiare di predicare il vangelo, ma probabilmente in quella regione molto isolata il pericolo e’ stato minore, e i quattro predicatori di vangelo non hanno certamente paura degli integralisti o dei fanatici indiani e anche la comunità Banjara ha tutte le carte in regola per difendersi, attaccare e non esclude per nulla il martirio.

In passato i Banjara erano I trasportatori di beni tra occidente e oriente e si spostavano con carovane che raggiungevano fino a 5000 carri: veri re della strada e re della foresta, in grado di difendersi dalle piraterie organizzate e quindi molto pericolose.  

Quasi improvvisamente, con le costruzioni di strade e l’arrivo del trasporto motorizzato, in breve sono rimasti a piedi nudi e poco più che mendicanti.

Nelle due regioni dove essi vivono io vedevo sempre un buon numero di persone, ma ignoravo che dietro le quinte degli alberi e piccoli villaggi si nascondesse ancora un numerò così elevato di Banjara e il fatto che abbiano cominciato a conoscere un poco Gesù Cristo mi fa un piacere immenso. 

In Rajasthan il progetto dei “Gospel Singers” appunto cantori, attori e predicatori del Vangelo, nella comunità nomade dei Bhil, mi sembra che si stia strutturando bene: sono una ventina e almeno cinque di questi a tempo pieno e mediamente realizzano 12 spettacoli (predicazione, canto e drammatizzazione di varie pagine del vangelo) al mese, nei vari villaggi e parrocchie dove essi stessi si invitano o vengono richiesti.

Le altre iniziative che conoscete continuano con sufficiente entusiasmo.

Via auguro un buon dopo Pasqua. 

                                                      Don Renato

Data

16 APRILE 2018

Informazioni

In questa sezione proponiamo tutte le notizie relative alla Cooperativa LA BOTTEGA DELLA SOLIDARIETÀ.