Commercio equo e solidale importazione diretta dal Bangladesh
associazione Solidarietà Terzo Mondo Onlus

Ultime news

Visita lampo di Lino Swapon a Sondrio

24 LUGLIO 2018

Visita lampo di Lino Swapon a Sondrio   

20 luglio 2018

Ieri, prima di rientrare in Bangladesh, se pur per poche ore, Lino Swapon è venuto a Sondrio in treno per farci un saluto in bottega e portarci alcuni aggiornamenti sulle attività dell'Associazione Dalit, di cui è fondatore e direttore.

Conosciamo Lino dal 1998 quando, assieme ad altri fuoricasta come lui, fondò l'associazione per promuovere lo sviluppo sociale, educativo ed economico delle comunità rurali dei fuoricasta nella zona di Khulna, Jessore,Satkhira, Bagerhat, nel sud del Bangladesh coinvolgendo nel 2017 più di 26.000 famiglie incluse 6500 di profughi Rohingyas fuggiti dal vicino Stato di Rakhine in Myanmar nella zona sud-est di Cox's Bazar.

Quello che ci stupisce sempre di lui è la passione,l'attenzione, la serenità, la positività nel cercare potenzialità e soluzioni per far uscire dalla povertà i bambini, le donne, gli uomini ultimi tra gli ultimi.

Oltre ai progetti educativi per tutte le fasce di età, all'assistenza e al sostegno alle ragazze per il proseguimento degli studi, che anche noi sosteniamo da anni, per il contrasto ai matrimoni precoci ancora in uso soprattutto nei villaggi, al servizio di prevenzione per le mamme, ai corsi di educazione sessuale, ci ha raccontato le iniziative intraprese nel corso dello scorso anno:

  • corsi di computer per ragazze per favorire la ricerca di un lavoro qualificato
  • corsi alle ragazze per imparare a riparare i cellulari
  • corsi di estetista (training beautification) per insegnare alle ragazze i segreti del trucco e della bellezza da utilizzare come opportunità di lavoro in occasione dei matrimoni
  • corsi per formare le ragazze che vogliono andare a lavorare nelle fabbriche tessili nella capitale e accompagnamento presso strutture protette per evitare situazioni di sfruttamento del lavoro
  • corsi di difesa di karate per ragazze adolescenti per imparare a prendere coscienza dei propri diritti e a non subire la violenza
  • corsi di agricoltura alle donne per la coltura di erbe e piante officinali locali per la produzione di medicine ayurvediche
  • creazione di orti galleggianti realizzati con tronchi di banano riempiti di alghe e un leggero strato di terra dove seminare verdure durante le stagioni dei monsoni quando tutto è allagato
  • assistenza sanitaria presso il campo profughi di Kutupalong   a 6522 famiglie di Rohingya con la presenza di volontari e medici per visite mediche, distribuzione di medicine, incontri di prevenzione alle ragazze e alle donne

Lino ci diceva che in questi anni tanti ragazzi e ragazze sono stati aiutati a migliorare la loro vita e ora vengono invitati a restituire in parte quello che hanno ricevuto attraverso un piccolo sostegno all'associazione; è un segno di gratitudine e un modo per coinvolgerli al benessere di altri come loro anche sotto forma di volontariato.

Shagorika, avvocato presso il Tribunale di Khulna, è una delle prime ragazze hindu che hanno conseguito la laurea ed aiuta l'Associazione Dalit in difesa dei diritti dei fuoricasta.

Ascoltare Lino riempie di speranza e ci incoraggia a proseguire nel sostegno dei progetti e delle persone coinvolte per contribuire a ridurre la povertà estrema dei Dalit, comunità emarginate per i lavori svolti considerati impuri e segnati dalla sventura con un marchio inconfondibile: I Rishi scuoiatori di animali, i Kawra guardiani di maiali, i Dom becchini, i Methor pulitori di latrine, i Nikari venditori di pesce, i Jula tessitori, i Bazadar suonatori di tamburo,i Jele pescatori ecc..

Visitate il sito www.dalitbd.org dove trovate maggiori informazioni.

 

LEGGI
Visita lampo di Lino Swapon a Sondrio
Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani

04 LUGLIO 2018

Appello di padre Alex Zanotelli* ai giornalisti italiani:

«Rompiamo il silenzio sull’Africa.

Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.

Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.

So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.

Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.

È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.

È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.

È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.

È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.

È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.

È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).

Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.

Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.

Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.

Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.

Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.

E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?

Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

*Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

LEGGI

siamo nati sotto lo stesso sole

27 GIUGNO 2018

LEGGI
siamo nati sotto lo stesso sole

Prodotti in evidenza

Foglia con campanelle juta

Foglia con campanelle juta

2,00 €

Tenda cotone ricamo e aplique 250X110

Tenda cotone ricamo e aplique 250X110

69,00 €

Cesto gallinella 26x10x12

Cesto gallinella 26x10x12

5,00 €

Sottopentola pesce naturale traforato

Sottopentola pesce naturale traforato

5,50 €

Gomitolo cordino juta mt 200

Gomitolo cordino juta mt 200

9,10 €

Brochure Donne artigiane Bangladesh 2017 A5

Brochure Donne artigiane Bangladesh 2017 A5

0,00 €